Lo ha detto Benedetto XVI durante la recita dell’Angelus. E ieri sera nel messaggio alla tv tedesca: “Il mio viaggio? Non è uno show”
Tratto da Vatican Insider

«Oggi viviamo in un’epoca di nuova evangelizzazione, vasti orizzonti si aprono all’annuncio del Vangelo, mentre regioni di antica tradizione cristiana sono chiamate a riscoprire la bellezza della fede».

«Il Vangelo – ha sottolineato il Papa – ha trasformato il mondo, e ancora lo sta trasformando, come un fiume che irriga un immenso campo». «La Buona

Notizia – ha proseguito – è destinata a raggiungere tutti gli uomini e i popoli, e a trasformare dall’interno tutte le culture, aprendole alla verità fondamentale: Dio è amore, si è fatto uomo in Gesù e con il suo sacrificio ha riscattato l’umanità dalla schiavitù del male donandole una speranza affidabile».

Sono state queste le parole pronunciate dal Papa durante l’Angelus recitato nel palazzo apostolica di Castelgandolfo, davanti ad alcune centinaia di persone.

Dopo aver ricordato le «persone, famiglie, comunità che accettano di lavorare per la vigna del Signore», Benedetto XVI ha invitato a pregare perché la Chiesa operi per la nuova evangelizzazione e «perché in tutta la Chiesa maturino vocazioni sacerdotali, religiose e laicali per il servizio della nuova evangelizzazione».

La riflessione odierna del Papa partiva da un brano della Lettera ai Filippesi, spiegando il quale papa Ratzinger ha ribadito che Cristo non è «solo un personaggio storico, un maestro di saggezza, un leader religioso, ma – ha detto – un uomo in cui abita personalmente Dio».

Nella tarda serata di ieri in un intervento per la tv pubblica tedesca Ard il Papa aveva detto: «Sono molto contento di partire tra pochi giorni per il mio viaggio in Germania e penso con gioia particolarmente a Berlino, dove ci saranno molti incontri e, naturalmente, al discorso che terrò al Bundestag e alla grande messa che potremo celebrare allo Stadio Olimpico».

Oltre alla tappa a Berlino e al discorso al Bundestag, nel suo messaggio alla tv tedesca il Papa ha sintetizzato gli altri incontri che avrà in Germania e tra l’altro definisce «uno dei momenti più importanti della visita» la giornata a Erfurt: «In quel monastero agostiniano – ha detto – in quella chiesa agostiniana, dove Lutero ha iniziato il suo cammino potrò incontrare i rappresentanti della chiesa evangelica in Germania». «Non attendiamo alcun evento sensazionale: infatti, la vera grandezza dell’evento – ha precisato papa Ratzinger – consiste proprio in questo, che in questo luogo insieme possiamo pensare, ascoltare la parola di Dio e pregare, e così saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo».

Nel messaggio ai tedeschi Benedetto XVI definisce anche «qualcosa di particolare» «l’incontro con l’Eichsfeld, questa piccola striscia di terra che, pur passando attraverso tutte le peripezie della storia, è rimasta cattolica…».

Per la tappa a Friburgo papa Ratzinger ha citato in particolare la veglia con i giovani e la grande messa che concluderà il viaggio.

«Tutto ciò – ha spiegato – non è turismo religioso, e meno ancora uno ’show»’. Che cosa il suo viaggio significhi veramente il Papa lo ha spiegato con il motto che ha scelto per questa sua visita apostolica: «Dove c’è Dio là c’è futuro». «Dovrebbe trattarsi – ha sottolineato Benedetto XVI – del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno».

Il Papa ha poi ringraziato «il folto gruppo della Coldiretti» presente a Castelgandolfo durante la recita dell’Angelus «per il dono dell’alveare collocato in questa villa». Benedetto XVI lo ha detto nei saluti in italiano, apprezzando il dono ricevuto per la residenza estiva dei papi, una delle iniziative in programma in occasione del mercato di Campagna Amica, organizzata dalla associazione dei coltivatori diretti. La Campagna tutela anche le specialità salvate dall’estinzione grazie a una attenta opera di recupero e conservazione degli agricoltori.

Benedetto XVI ha salutato gli altri gruppi italiani, tra cui quello dell’Unitalsi. Subito dopo l’Angelus invece ha ricordato la beatificazione, ieri a Torino, di Francesco Paleari, della Società dei Sacerdoti di San Giuseppe Cottolengo.