Intervista a John Hass, direttore del Centro cattolico di bioetica in USA

di Jaime Septién

QUERÉTARO (Messico), martedì, 6 settembre 2011 (ZENIT.org).-Il dottor John Hass, direttore del Centro nazionale cattolico di bioetica negli Stati Uniti e membro eminente dell’Istituto internazionale per la cultura, è stato incaricato di avviare la seconda edizione del Master in bioetica impartito dal Centro di ricerca sociale avanzata (Centro de Investigación Social Avanzada – CISAV), nella sua nuova sede a Querétaro.

La conferenza inaugurale di questo importantissimo master del CISAV è stata svolta dal dottor Hass sul tema dei rischi per l’umanità derivanti dalla clonazione.

Il Master in bioetica, del CISAV, è il primo nel suo genere che ha luogo in America latina, e che affronta – con la migliore qualità accademica e sulla base della dottrina sociale della Chiesa – questi fenomeni che sembravano propri dei Paesi sviluppati, ma che gradualmente si stanno estendendo alle legislazioni dei Paesi che compongono – dal punto di vista cattolico – “il continente della speranza”.

Intervistato da El Observador, John Hass ha sottolineato che la Chiesa cattolica ha una enorme opportunità nei temi della bioetica. Negli Stati Uniti, la Chiesa è stata all’avanguardia e in Messico, attraverso i centri di ricerca come il CISAV, ha davanti un futuro importante.

Che ruolo sta svolgendo la Chiesa cattolica in questo dibattito sull’etica e la biologia negli Stati Uniti?

John Hass: Una questione molto interessante è che la Chiesa cattolica è stata e sta all’avanguardia. Tutti parlano oggi di bioetica, ma devo ricordare che il nostro Centro risale al 1972, prima ancora della legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti, prima che chiunque avesse mai sentito parlare dell’Aids, e ben prima che le cellule staminali fossero state isolate.

Negli Stati Uniti, la Chiesa cattolica rappresenta la seconda entità, dopo il Governo, nella fornitura dei servizi sanitari alla popolazione. La Chiesa cattolica fornisce servizi per la salute pari a migliaia di milioni di dollari per ciascuno degli statunitensi. Questa esperienza ci ha consentito di avere una capacità di anticipazione dei temi che un domani saranno centrali nella medicina e nelle scienze della vita. Dobbiamo essere preparati ad affrontarli dall’ottica del Vangelo.

Qual è il tema più importante oggi nella bioetica?

John Hass: A mio avviso si tratta della spersonalizzazione e disumanizzazione dei servizi per la salute, in cui gli esseri umani sono considerati privi di diritti. La donazione degli organi si è trasformata in un commercio internazionale. Lo stesso avviene per la fecondazione in vitro che negli Stati Uniti muove circa cinque miliardi di dollari l’anno. L’essere umano non è più considerato come tale, ma come materiale da utilizzare per sperimentazioni scientifiche e persino, in taluni casi, per sperimentazioni che solo in apparenza sono mosse da buone intenzioni di aiutare gli altri.

Nonostante la lunga esperienza della Chiesa cattolica nei temi di bioetica, sembra che la sua voce non venga ascoltata nei grandi fori decisionali. È così?

John Hass: Effettivamente. Ma talvolta viene ascoltata, soprattutto quando si arriva ad una prova di forza. Per esempio, quando il Sindaco di New York ha chiesto al cardinale O’Connor che i servizi sanitari cattolici fornissero anche i metodi contraccettivi, il Cardinale ha detto di no. Il Sindaco ha insistito e il cardinale O’Connor ha minacciato di chiudere gli ospedali e i centri sanitari della Chiesa. Allora il Sindaco ha dovuto fare un passo indietro, perché per New York sarebbe stato terribile.

Negli ospedali stanno prendendo forma i comitati di bioetica. In questi organi si tiene conto della Chiesa cattolica?

John Hass: Questo è un ambito molto importante. Da più di cinque anni, l’organizzazione che accredita gli ospedali negli Stati Uniti ha stabilito come norma l’istituzione di un comitato etico per ogni ospedale. Ma ogni ospedale cattolico negli Stati Uniti già lo aveva e sempre l’aveva avuto. Questo è un altro esempio di come la Chiesa cattolica si pone all’avanguardia dei tempi.

Il Comitato nazionale di bioetica che presiedo ha un programma di un anno per certificare gli ospedali in questo ambito. Dottori, infermieri, amministrativi, partecipano all’intero corso di formazione. Questo ci consente di uniformare i criteri bioetici con l’essenza cattolica e di fare in modo che i principi cattolici siano presenti negli ospedali gestiti dalla Chiesa. D’altra parte, gli altri ospedali stanno adottando il nostro esempio e i nostri metodi.

Avete affrontato la questione della “leggenda nera” secondo cui la Chiesa cattolica si oppone al progresso scientifico?

John Hass: La domanda è molto interessante perché, sebbene negli Stati Uniti nessuno ha mai sentito nulla sulla “leggenda nera”, gli effetti sono gli stessi di quelli verificatisi in America latina rispetto al ruolo che la Chiesa ha avuto nel periodo della conquista e della colonizzazione.

Negli Stati Uniti è diverso perché si tratta di un Paese a maggioranza protestante, e i protestanti credono che le loro idee devono corrispondere a quelle della religione. Lutero diceva che l’uomo si salva per grazia e per fede. Per lui la ragione è pericolosa. Nel suo commento ai Galati dice che se i cristiani vogliono salvarsi devono uccidere la ragione e offrirla come sacrificio a Dio. Il problema è che molte persone nel mio Paese credono che questo sia proprio di ogni religione. Per questo anche la Chiesa cattolica sarebbe “irrazionale” e “legalista”.

Niente di più lontano dalla verità, come hanno mostrato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: fede e ragione sono le due forze che abbiamo per conoscere la verità. E niente di più lontano dalla verità è anche l’idea i cattolici rifiutino l’aborto, la contraccezione, ecc., perché qualcuno di dice di farlo e non perché abbiamo scoperto l’immoralità e la disumanità di queste pratiche, secondo il Vangelo, lo spirito del Vangelo e la libertà del Vangelo.

Come è possibile reintrodurre la vera cultura cattolica nel contesto in cui viviamo?

John Hass: Nella sua enciclica “Veritatis splendor”, il papa Giovanni Paolo II dice, quasi alla fine, che la vera forza dell’insegnamento della Chiesa e della cultura della Chiesa cattolica è quella di mantenersi con gli occhi rivolti a Cristo crocifisso. Da lì parte tutto, perché non è più tempo di argomentazioni: è tempo di dare testimonianza, come ha detto l’allora cardinale Joseph Ratzinger alla Conferenza episcopale degli Stati Uniti.

[Per maggiori informazioni sul Centro de Investigación Social Avanzada y sobre la Maestría en Bióetica: www.cisav.mx]