ROMA, venerdì, 5 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Sono state presentate questo giovedì presso l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede le iniziative culturali di “Imago Veritatis” per l’Ostensione della Sindone, prevista a Torino dal 10 aprile al 23 maggio.

“Imago Veritatis” è un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico italiano realizzato  dall’Associazione Sant’Anselmo nell’ambito del Progetto Culturale della Chiesa Italiana.

Tra le iniziative, spiccano la mostra “Gesù. Il volto, il corpo nell’arte”, promossa e organizzata dal Consorzio di Valorizzazione Culturale la Venaria Reale con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, e il concorso per le scuole “L’uomo della Sindone. Il volto e il corpo di Cristo”.

Durante la conferenza stampa di presentazione – secondo quanto riportato da “L’Osservatore Romano” – monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha affermato che “la carta d’identità dell’uomo” si rinviene nel mistero “del dolore e della morte”, e che a questo mistero è facile dare un volto pensando all’uomo della Sindone.

La professoressa Lucetta Scaraffia, dell’Università “La Sapienza” di Roma, ha sottolineato dal canto suo che l’iniziativa del concorso per le scuole è particolarmente appropriata perché molti giovani non sanno più chi sia Gesù, ritenendolo spesso una figura lontana e sorpassata.

Presso la Venaria reale verranno esposte 150 opere che spaziano dall’età paleocristiana al Barocco, tra cui capolavori di Mantegna, Tintoretto, Bellini e Michelangelo.

Il curatore della mostra, monsignor Thimoty Verdon, docente di Storia dell’Arte presso la Stanford University di Firenze, ha spiegato alla “Radio Vaticana” che “il modo in cui l’arte cristiana ha rappresentato Cristo normalmente – e perfino in quelle raffigurazioni di Gesù Bambino o di Gesù già morto – non perde l’occasione di evidenziare, in un modo o in un altro, il fatto che la sua umanità, la sua corporeità e la sua personalità sono il riflesso di un cuore più grande che normalmente presumiamo sia il cuore umano”.

“Lui è immagine di quel Dio, che è amore per i cristiani”, ha aggiunto.

Monsignor Ravasi ha invece osservato che il filo conduttore delle varie iniziative organizzate per l’ostensione “è forse quello dell’umanità di Cristo”, “un’umanità che è sicuramente la rappresentazione della sua vicinanza all’uomo e in maniera profonda, totale ed assoluta, soprattutto attraverso l’esperienza del dolore e della morte”.

“Dall’altra parte – ha sottolineato –, attraverso questo percorso nell’umanità, si vuole quasi scoprire quell’Epifania segreta, che è in essa, e che è il mistero di Colui che rimane pur sempre il Figlio di Dio per il credente e che quindi irradia, trasfigura e trasforma quell’umanità, quella carne dolente, sofferente, morta che diventa però la carne della speranza e della Resurrezione”.