di Lauretta Marchi
Il 9 Dicembre il consiglio della circoscrizione n. 2 (Ferrara ndr) ha discusso la mozione “Il crocifisso non si tocca” da me presentata, quale capogruppo Udc, a seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che si è così pronunciata: ” …l’esposizione del crocifisso in classe è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”, e nella mozione chiedevo all’assemblea di fare proprie le premesse e i principi espressi approvando il documento da inoltrare al Consiglio Comunale per analoga discussione. La mozione partiva dalla considerazione che la presenza del crocifisso in classe non significa solo adesione al e condivisione del cattolicesimo, ma è un simbolo della tradizione antica, della storia, della civiltà e dell’identità italiana risalente a oltre duemila anni fa, e che non è togliendo il crocifisso dalle scuole che il nostro paese farà un passo avanti nel tema della laicità delle istituzioni, perché così si afferma solo il principio del laicismo piu’ deteriore, quello della negazione coatta del ruolo del cristianesimo. Ho quindi sostenuto che è comune avvertire l’immagine del Crocifisso come segno che va oltre i riferimenti della religione cristiana e che si erge a rappresentare i valori fondamentali della nostra comunità nazionale perfettamente compresi nel dettato Costituzionale e che la libertà di praticare e professare le diverse confessioni religiose è ampliamente e realmente garantito dal nostro Ordinamento Giuridico. Il presidente Fausto Facchini (PDCI) ha dato inizio alla discussione e, dopo avere espresso una serie di valutazioni personali, ha concluso dicendo che: “.. in uno Stato laico, quale è il nostro, si dovrebbe spiegare ai bambini che esistono una pluralità di religioni e non si dovrebbe imporre anche ai non cattolici la presenza di un simbolo che poterebbe dare loro fastidio”. Inoltre, contestando l’affermazione posta nella mozione: “non significa solo adesione al e condivisione del cattolicesimo”, per come è stata scritta, si è dichiarato contrario alla mozione stessa. Il consigliere Cavicchi (Pd), a nome di TUTTO il PD, tra l’altro ha sostenuto che: “la presenza di un simbolo religioso, qualunque esso sia, sottende una sottile predominanza dell’uno sugli altri. Gli Stati sono chiamati ad un dovere di neutralità che assicuri la possibilità dei cittadini di conoscere le filosofie espresse dalle varie religioni e decidere, senza condizionamenti, quale abbracciare”. Ha aggiunto che non è condivisibile sostenere che il crocifisso costituirebbe un simbolo della storia e della civiltà italiana. Anzi “.. la Chiesa ha costituito uno dei maggiori ostacoli alla costituzione dell’Italia come nazione e il crocifisso non può essere una formalizzazione simbolica dei principi etici di uno stato laico e democratico” (SIC). Mi ha chiesto se la presentazione della mozione nel contesto politico e sociale in cui ci troviamo non sia strumentale e inopportuna e possa essere vista come un tentativo trasversale di suscitare difformità di posizioni all’interno degli altri gruppi. Tagliani, ex militante di Azione Cattolica votato da molti cattolici ferraresi, vota “contro” per non dividere la sua maggioranza? Ma allora quando e in che sede porterà avanti quei valori in cui molti dei suoi elettori credono se non si esprime neppure a livello istituzionale? Credo che i ferraresi che lo hanno votato dovrebbero sollecitarlo a pronunciarsi pubblicamente su questi argomenti e in particolare sulla sentenza di Strasburgo e faccio presente che perfino Bersani ha dichiarato:” che un’antica tradizione come il crocefisso non può essere offensiva per nessuno “.

Sono seguiti altri interventi di consiglieri di maggioranza conclusi tutti con il voto contrario alla mozione e, dulcis in fundo, l’intervento del consigliere Marzola (Pd), ultimo fuoco d’artificio, ha concluso esprimendo un “evviva” alla rivoluzione francese che ha messo in un posto recondito la religione (SIC), ricordando come la Chiesa cattolica abbia rappresentato uno dei maggiori ostacoli alla costituzione di un’ Italia quale nazione unita e quanto lo stato Vaticano sia invadente.

Il consiglio si è concluso con 11 voti contrari e 5 a favore (Udc, Io amo Ferrara, Pdl) a  differenza di molti consigli comunali in tutta Italia, anche a maggioranza Pd, che hanno deciso di sostenere il ricorso alla sentenza.

Credo che in nome del neutralismo religioso e di un falso ateismo laicista, si stia cercando di spacciare per modernita’ l’insignificanza delle memorie e delle tradizioni e voglio aggiungere che nessuno potra’ mai togliere dalle pareti delle menti e dei cuori la croce di Cristo, perche’ nessuna civilta’ ha potuto, ne potra’ mai vantare, un’offerta d’amore tanto grande.

Lauretta Marchi (Capogruppo UDC circoscrizione 2)