A Roma un Congresso FIAMC sulla dignità della maternità

BARCELLONA, lunedì, 4 aprile 2011 (ZENIT.org).- La Federazione Internazionale dei Medici Cattolici (FIAMC) ha convocato a Roma un Congresso sulla dignità della Maternità e dei Ginecologi, che si celebrerà presso l’Istituto Maria SS. Bambina dal 31 agosto al 4 settembre.

Il Congresso, l’VIII di Ginecologi Cattolici, è organizzato da MaterCare International, organizzazione appartenente alla FIAMC, e ha il sostegno del Pontificio Consiglio per la Pastorale degli Agenti Sanitari e della Pontificia Accademia per la Vita.

L’obiettivo dell’incontro è quello di sottolineare da un lato il valore della maternità, dall’altro il ruolo insostituibile dei ginecologi e del personale sanitario nella sua difesa.

Il presidente della FIAMC, il dottor José María Simón Castellví, ha spiegato a ZENIT che le priorità dei medici cattolici “sono la protezione della vita umana dal concepimento alla morte naturale, la protezione della fertilità (i figli sono un gran bene), la promozione di una sana antropologia tra gli sposi e la cura della salute di madre e figli”.

Gli ostetrici e i ginecologi, oltre alle levatrici e al resto del personale sanitario, “sono le dita che toccano il bene della vita che nasce. Agiscono in momenti chiave della vita dell’essere umano, e possono fare molto bene o molto male”, ha affermato.

Nella presentazione del Congresso, i ginecologi cattolici sono considerati “segno di contraddizione nel mondo della cultura della morte”.

“I ginecologi cattolici sono al giorno d’oggi autentici eroi. Sono sottoposti a grandi pressioni. Purtroppo in molti Paesi ‘civili’ è impossibile formarsi formarsi come ginecologo cattolico senza praticare aborti”, ha sottolineato il medico spagnolo.

“Purtroppo, esistono gruppi e anche organismi pubblici internazionali che anziché promuovere il bene puntano a eliminare innocenti nel grembo materno con scuse che non trovano sostegno nella Medicina, e combattono la fertilità come se il bambino fosse un insetto”.

Il problema dell’Occidente, ha sottolineato, è “vedere la fertilità come un pericolo per la salute personale o sociale. E non lo è”.

“Nei Paesi sviluppati è necessario uno sforzo culturale e spirituale per vedere le relazioni coniugali e i figli come un gran dono che Dio ci dà”, ha aggiunto.

Attualmente, ha reso noto, le sfide principali che devono affrontare i ginecologi cattolici sono la regolamentazione naturale della fertilità, la protezione della maternità, il servizio intenso ma non sostituivo agli sposi che non sono fertili.

Essere madre nel Terzo mondo

Una delle grandi preoccupazioni della FIAMC e di MaterCare in particolare, ha spiegato il dottor Simón, è che nel Terzo mondo “le madri ricevono poca o nulla assistenza sanitaria”.

“Manca tutto, a cominciare dal personale specializzato”, ha spiegato. “Nel Terzo mondo c’è bisogno di reparti maternità, e noi li stiamo costruendo. Ora ne stiamo realizzando uno a Isiolo, in Kenya”.

Per il presidente della FIAMC, uno dei primi obiettivi è quello di ridurre la mortalità materna: “Tutti i giorni muoiono 1.500 madri nel mondo, spesso sole, in Paesi poveri. Non possiamo permetterlo”.

“La Medicina ha oggi tutti gli strumenti per aiutare le madri e i figli senza distruggere nulla e nessuno. Forse in Occidente non vediamo il figlio come un bene per sempre. Ogni essere umano è per sempre”.

Per ulteriori informazioni, www.fiamc.org