da Avvenire

Per ogni figlio messo al mondo, tre anni di contributi pensionistici. «Cinque figli, 15 anni di pensione anticipata», e il conto è fatto. E poi: «Da subito il raddoppio degli assegni familiari per i figli a carico, a prescindere dalla loro età». Al grido «più figli più futuro» l’Associazione famiglie numerose chiama a raccolta gli iscritti per una  grande manifestazione di piazza che si svolgerà domenica 6 dicembre. Si approfitta del ponte dell’Immacolata, così i figli non perdono nemmeno un giorno di scuola, nemmeno se si parte da lontano. «È giunta l’ora di dire a tutti che ci siamo. Siamo stanchi di aspettare», dice il fondatore dell’associazione Mario Sberna. Ma aspettare cosa? «Il ministro Tremonti, come lo scorso anno, ha già detto che le eventuali maggiori entrate del 2009 saranno indirizzate alle famiglie numerose. Peccato che lo scorso anno non si sono viste maggiori entrate. Peccato che su 3.700 proposte di legge presentate in questa legislatura, solo 36 riguardano la famiglia; peccato che il tanto declamato “bonus famiglia” è andato per l’82 per cento dei casi ai single».

La mobilitazione delle famiglie numerose è un po’ la punta avanzata dell’impegno che il Forum delle famiglie, cui l’Anfn appartiene, da anni e ancora in questi giorni sta conducendo per imporre all’attenzione della politica il ruolo sociale della famiglia e la necessità che essa sia sostenuta e incoraggiata, prima di tutto attraverso il quoziente familiare e una politica della casa orientata alle giovani coppie. Qualche settimana fa il Forum ha ricevuto assicurazioni perfino dal capo del governo Berlusconi, che in una lettera si è impegnato «a dare quanto prima alle famiglie numerose e monoreddito un segnale positivo». Nel frattempo, si scende in piazza.

Anche perché oro, le famiglie extralarge, quelle che secondo l’Istat hanno almeno 4 figli e sono circa 189 mila in Italia, si sentono un po’ le garanti del futuro di questo Paese a crescita zero, sempre più avvitato in una crisi demografica che la politica sembra non aver interesse a correggere. I nuclei extra-large si sono assegnati un ruolo forte di testimonianza di un modello di vita che, se non è certamente maggioritario, però è possibile, esiste e non ci sta a scomparire.

Così il 6 dicembre ci saranno tutti, i 9 mila associati all’Anfn; “armati” di passeggini e pannolini, palloncini e biberon, prima andranno in piazza San Pietro per l’Angelus «e le parole di incoraggiamento«, del Papa, poi sfileranno fino a Montecitorio. Lì ci sarà un comizio  «breve, perché i bambini si annoiano». Ecco cosa chiede l’associazione: che per ogni figlio alla mamma vengano conteggiati tre anni di contributi pensionistici. Un bell’incoraggiamento alla maternità, che consentirebbe a chi ha avuto più figli di andare in pensione prima. In secondo luogo, si chiede il raddoppio degli assegni familiari per i figli a carico, senza considerare la loro età perché oggi si diventa adulti in casa di mamma e papà e il lavoro non sempre arriva presto. Il regime di assegni familiari “rinforzati” dovrebbe essere esteso anche ai lavoratori autonomi. Poi l’Anfn chiede quello che da anni è un suo cavallo di battaglia: tariffe sociali di energia, acqua e gas misurati sui componenti della famiglia. Ad esempio, non è giusto – sostengono – che a parità di acqua consumata, un single (sprecone) debba pagare la stessa bolletta di una famiglia (parsimoniosa) con cinque figli. Infine, nella manifestazione di Roma  l’Anfn chiederà da subito detrazioni fiscali – in busta paga per i lavoratori dipendenti e nella dichiarazione dei redditi per gli autonomi – pari a 150 euro per ogni figlio a carico. Il fatto che il governo non abbia soldi da spendere non scoraggia Mario Sberna: «Tutto questo costerebbe meno di quanto si è speso per il bonus famiglia, che peraltro non è andato affatto alle famiglie, men che meno a quelle numerose».