di Pier Luigi Fornari da Avvenire

Per Eugenia Roccella non è casuale «il polverone pretestuoso» sollevato sulle linee guida per la legge 40. «C’è un settore politico ideologico di cui i radicali sono l’espressione più manifesta che vuole ad ogni costo aprire un fronte contro la legge sulla procreazione medicalmente assistita – argomenta il sottosegretario -. Si cerca di neutralizzare il colpo costituito dalla recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha riconosciuto legittimo il divieto austriaco contro la fecondazione eterologa in vitro. Quella decisione di Strasburgo ha rovesciato un primo pronunciamento di senso opposto, che era stato utilizzato per arrivare ad affermare che la nostra legge, seppure diversa (l’eterologa è sempre vietata), fosse incostituzionale. Ma ora questo argomento non regge più».

Ma qualcuno parla di golpe..
Non c’è stato alcun golpe. Siamo arrivati a concludere un lavoro condiviso durato due anni per recepire le direttive europee sulla tracciabilità, qualità, sicurezza e trasparenza coinvolgendo sempre i centri, le società scientifiche e le regioni, che hanno approvato all’unanimità tutti i passaggi. Abbiamo anticipato di qualche giorno, ma nella pienezza delle nostre funzioni, mentre il ministro Livia Turco emanò le linee guida a Camere sciolte.

Secondo la Turco ci sarebbe un arretramento..
Non si cambia la legge con le linee applicative. Non possono fari o nemmeno sentenze di tribunali civili o amministrativi, che si pronunciano solamente su casi singoli.

Insomma c’è un’ offensiva contro il divieto di diagnosi preimpianto?
La legge consente la ricerca clinica e sperimentale sul concepito solo se perseguita per salute e lo sviluppo di quello stesso embrione. E questo è un suo punto cardine.

In che senso?
Nel senso di impedire la discriminazione dei disabili. E quello che avviene eliminando gli embrioni malati. Non si può porre rimedio ad una disuguaglianza originata dalla natura, con una ingiustizia che sopprime un essere umano. Sarebbe infranta la stessa filosofia della legge.

Quale?
Rendere possibili per le coppie infertili quanto avviene per natura per quelle che non lo sono. Lo scopo della legge non è quello di sfruttare la tecnica per interventi invasivi ed eugenetici. Una coppia fertile non può fabbricarsi un figlio come vuole, sceglierne il sesso, praticare l’eterologa (negherebbe se stessa con l’ adulterio). Gli stessi limiti valgono per le coppie che ricorrono alla Pma.

Vi si è imputata anche una schedatura dei pazienti…
E un’accusa insensata, in giustificata ed irresponsabile, che dimostra tutta la sua strumentalità. Abbiamo applicato, con l’accordo delle regioni, direttive europee sulla tracciabilità. Come avviene per ogni atto medico, per ogni tipo di cessione di materiale biologico ad uso clinico, per ovvi motivi di sicurezza sanitaria.

Perché non è più obligatorio trasferire gli embrioni alla loro banca?
Il fatto è che i centri vogliono evitare i contenziosi legali che può comportare questo trasferimento, una circostanza di cui anche il governo Prodi ha dovuto prendere atto, ma solo di fatto. Noi abbiamo dato una soluzione chiara al problema, che non ostacola per nulla la legge sulla adozione degli embrioni di Antonio Palagiano.