Anna Maria camminerà fino a Lourdes per dire che Marcella, spastica, ha dignità • Un voto fatto la sera di un incidente ha inchiodato la sua bambina alla sedia a rotelle. Oggi è diventato un grido: «Per quelli come lei serve più rispetto»
di Paolo Ferrario
Tratto da Avvenire del 26 novembre 2010

Un voto e un grande atto d’amore per chi dalla vita ha avuto tanto dolore e sofferenza e non chiede commi­serazione, ma di condurre un’esistenza di­gnitosa. Una possibilità che, per i disabili, non è sempre data. Lo sa bene Anna Ma­ria Rastello, che tredici anni fa ha rischia­to di perdere la figlia Marcella in un inci­dente stradale e, da allora, si batte per – co­me dice lei – «liberare la disabilità dal­l’handicap». Per farlo ha scelto di sposare a un metodo antico, quello del pellegri­naggio in stile medioevale, le più innovati­ve tecniche di comunicazione oggi a di­sposizione. Anna Maria, infatti, partirà il prossimo marzo per Lourdes, che rag­giungerà a piedi dall’Italia, dopo un viag­gio di oltre 1. 300 chilometri in 53 tappe, tracciando un nuovo i­tinerario, “Il cammino di Marcella”, che, poi, sarà condiviso su Inter­net e messo on line sul sito www. movimento­lento. it, a disposizione di chiunque voglia ripe­tere l’iniziativa.

«L’idea di questo cam­mino – spiega Anna Ma­ria, 48 anni, di Torino – nasce dalla bruttissima esperienza vissuta dal­la mia famiglia la notte tra il 12 e il 13 apri­le1997». Un brutto incidente stradale, e la piccola – allora aveva otto anni – viene sbal­zata fuori dall’auto e cade per 28 metri da un viadotto. È notte, e la bambina non si trova. La mamma, allora, fa un voto: se i ri­cercatori ritroveranno la sua Marcella, lei andrà a Lourdes a piedi. Un istante da quel­la promessa appenna accennata sulle lab­bra, e un medico individua la figlia, anco­ra viva, e la sottopone alle prime cure, co­sì da limitare i danni alla disabilità fisica che poi l’avrebbe accompagnata tutta la vi­ta. Oggi ha 22 anni, è affetta da tetraparesi spastica, ma è viva, piena di speranze e di energie, in tasca la laurea triennale in Psi­cologia conseguita con tanti sacrifici. Pec­cato che la società non abbia uno sguardo diverso nei confronti della disabilità, che la veda ancora come una diminuzione del­la persona. «Purtroppo – conferma mamma Anna Ma­ria, che, oltre a Marcella e alle altre due fi­glie biologiche, con il marito ha aperto la propria casa ad 8 figli in affido, tra cui, da più di nove anni, ci sono anche due gemelli, una con disabilità intellettiva e l’altro con disabilità relazionale – dobbiamo ancora percorrere un lungo cammino per accettare la disabilità senza creare ulteriori barriere (mentali, psicologiche, fisiche e architet­toniche), che mettono chi ne è portatore in una più grave condizione di handicap».

Proprio per rappresentare concretamente questo percorso, raccontare la sua storia, Anna Maria Rastello intraprenderà il suo viaggio a piedi per Lourdes, partendo, il prossimo 8 marzo, proprio da Rossiglione (Genova), luogo dell’in­cidente e terminando al santuario mariano sui Pirenei, il 4 maggio 2011. Durante il percor­so, che si svolgerà, di preferenza, in modo lento, su strade sterrate, mulattiere e antichi sentieri, Anna Maria in­contrerà e racconterà sul web significative e­sperienze a favore della promozione umana, spirituale e sociale dei disabili, portate avanti da amministrazioni locali e associazioni. «Cammineremo e incontreremo esperien­ze da raccontare e da prendere come e­sempio», spiega Annamaria, che andrà al­la ricerca, soprattutto, di progetti per favo­rire, tra i disabili, la pratica sportiva e la frui­zione artistica. «Chiederò anche alle Pro­vince e alle Regioni italiane – conclude la donna – di ospitare, sui propri siti istitu­zionali, l’elenco delle associazioni e dei gruppi che, sul loro territorio, si occupano di disabilità, per creare un vero e proprio archivio nazionale a disposizione delle fa­miglie». Al termine del viaggio, insomma, Anna Maria avrà mantenuto la sua pro­messa. E il Paese sarà, forse, un po’ più so­lidale.