Dante Svarca, ex vigile urbano di Ancona, ha scritto una diffida al vescovo della sua diocesi con l’accusa di abuso della credulità popolare: «Ormai è rimasto tra i pochi cattolici che spacciano per vera la leggenda della transustanziazione». La denuncia per plagio è depositata in procura, accompagnata dalla richiesta di esaminare il Dna dell’ostia
di Benedetta Frigerio
Tratto da Tempi del 31 gennaio 2011

E’ un tantino scocciato l’ex vigile urbano di Ancona, Dante Svarca, che già nel giugno scorso aveva scritto una diffida al vescovo della sua diocesi, Edoardo Menichelli. Il signor Svarca racconta a Tempi, «di aver già rimproverato Menichelli lo scorso giugno per abuso della credulità popolare: gli ho scritto che doveva smetterla di dire che l’ostia è il corpo di Cristo». Ma il monsignore «non si era degnato» di dare risposta a Svarca che ora, «date le ultime vicende», ne ha «le tasche piene».

Le ultime vicende sarebbero legate al prossimo Congresso eucaristico che si terrà ad Ancona,  realizzato con sussidi anche statali: «Un convegno basato su una presa in giro», chiosa Svarca. Perciò questa volta l’ex vigile ha deciso di andare allo scontro e ha denunciato il retrogrado monsignore, «ormai tra i pochi cattolici che spacciano per vera la leggenda della transustanziazione». Lo stesso Ravasi, secondo Svarca, avrebbe detto che i cattolici devono rivalutare il concetto di sostanza per incontrarsi con gli altri cristiani. La denuncia per plagio è quindi stata depositata in procura con la richiesta di esaminare il Dna dell’ostia.

E’ stata sua l’idea? «Si porto avanti tutto da solo», ha risposto Svarca. Ma lei non è iscritto all’Uaar (Unione degli atei e agnostici)? «Bè sì, ma che c’entra?». E quel libro appena pubblicato con la prefazione di Margherita Hack, in cui attacca la Chiesa proprio sulla contemporaneità di Cristo, che per lei sarebbe solo un uomo storico, non ha nulla a che vedere con la denuncia? «Non c’è alcuna connessione tra i due fatti. Dove la vede?», ha tuonato l’uomo, per cui «i cattolici non sanno usare bene il raziocinio e il buon senso». Loro che «pensano pure che sia ragionevole credere in Dio».