Approvata dal Consiglio d’Europa la mozione di LucaVolontè (Ppe) che invita a interventi più dinamici Oggi il voto sull’identità di genere
di Franco Serra
Tratto da Avvenire del 29 aprile 2010

L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Stra­sburgo invita i 46 Stati mem­bri dell’organizzazione europea per la difesa dei diritti umani a fare di più in favore della coesione familiare, anche in considerazione delle difficoltà che la crisi economica fa gravare su gran­dissima parte delle famiglie.

L’assemblea – con poteri consultivi – ha approvato all’unanimità nella se­rata di martedì la risoluzione in que­sto senso proposta dal presidente del gruppo Ppe, Luca Volonté. «L’evolu­zione demografica, la bassa natalità, l’invecchiamento della popolazione, il tasso crescente di attività delle donne sono tra i fattori che incitano la società a investire nel capitale umano con po­litiche familiari dinamiche», si legge nel testo, e gli Stati «dovrebbero fare della politica familiare una priorità es­senziale associando azioni sui redditi, i servizi di asili nido, l’eguaglianza tra i sessi, l’istruzione, i servizi culturali e sociali, la solidarietà tra le generazio­ni, l’occupazione, la disponibilità di infrastrutture, l’urbanistica».

Con la risoluzione Volonté, l’Assem­blea riconosce che la famiglia costi­tuisce una forza di grande importan­za «per affrontare le incertezze della vita» e definisce la famiglia «risorsa es­senziale per la ripresa economica, in particolare nel difficile contesto dei pe­riodi di cambiamenti». Inoltre, «crea­trice di ricchezza, la famiglia è un fat­tore di sviluppo e la sua coesione è fon­te di innumerevoli valori spirituali e vantaggi anche materiali spesso dati per scontati» come la pace, la solida­rietà, l’educazione dei figli.

Questa sera l’Assemblea vota invece sul discusso rapporto dello svizzero Andreas Gross contro la “Discrimina­zione sulla base dell’orientamento ses­suale e dell’identità di genere”, che pre­vede il sostanziale riconoscimento giu­ridico delle coppie omosessuali. Ri­spetto alla prima versione, il testo è stato migliorato. E ieri il Ppe ha pre­sentato emendamenti per: 1) precisa­re meglio un passaggio sulla libertà re­ligiosa; 2) garantire il rispetto delle spe­cificità nazionali, di cultura e religio­se; 3) assicurare che in tema di ado­zione – nei Paesi che la consentano a coppie omosessuali – venga rigorosa­mente tenuto conto degli interessi dei bambini.