Bertone: il divieto di matrimonio per i preti è una tradizione positiva Levada: sacerdoti chiamati a essere buoni pastori. • Benedetto XVI la persona giusta per affrontare la crisi
di Gianni Cardinale
Tratto da Avvenire del 28 aprile 2010

Non sono dimostrati collegamenti diretti tra il celibato e gli abusi nei confronti di minori da parte dei sacerdoti. Lo ha ribadito il cardinale se­gretario di Stato Tarcisio Bertone con al­cune dichiarazioni rilasciate ai media lo­cali durante la visita di tre giorni a Barcel­lona che si è conclusa ieri. Il più stretto col­laboratore del Papa è stato intervistato dal­la tv pubblica catalana che gli ha chiesto, dopo i casi di pedofilia emersi negli ultimi tempi, se il celibato dei preti fosse «intoc­cabile». «No – ha risposto Bertone secon­do quanto riferisce l’Ansa –, non è che sia intoccabile: ci sono Chiese orientali, an­che cattoliche, che hanno sacerdoti spo­sati». «Però – ha aggiunto – è una tradizio­ne positiva e così fruttuosa nella storia del­la Chiesa». Secondo Bertone «è la non os­servanza del celibato che porta tanti rischi» e «conseguenze tanto dolorose».

In un’altra intervista pubblicata domeni­ca sul quotidiano di Barcellona La Van­guardia, il porporato aveva detto che «non c’è una relazione diretta fra il celibato e il comportamento deviato di alcuni sacer­doti». «Al contrario, – aveva aggiunto – è precisamente l’inosservanza del celibato che produce un progressivo degrado del- la vita del sacerdote, che cessa di essere un esempio, un dono, una guida spirituale per gli altri». «È più che dimostrato – aveva ri­badito il cardinale Bertone – che il celiba­to, osservato fedelmente, è un grande va­lore per la missione sacerdotale e per l’aiu­to al Popolo di Dio». Sempre alla tv pubblica catalana il porpo­rato ha dichiarato che sulle vicende di pe­dofilia fra i sacerdoti «c’è certamente, da parte della stampa, un accanimento» ma «non direi una cospirazione», e ha aggiunto di ritenere che da parte del Vaticano sui ca­si di pedofilia «la linea della trasparenza è stata adottata chiaramente e pienamen­te». Sulla vicenda delle accuse molestie ses­suali da parte di preti cattolici interviene anche il cardinale William J. Levada, pre­fetto della Congregazione per la dottrina della fede, con una intervista alla tv Usa Pbs che ne ha anticipato alcuni stralci. La vicenda, afferma il porporato, «rappre­senta una grossa crisi per la Chiesa e nes­suno dovrebbe cercare di sminuirla» ma Benedetto XVI è «la persona adatta per af­frontarla». Levada ha detto che la crisi ha colto la maggior parte della Chiesa «di sor­presa» ed è particolarmente grave perché i preti «sono ordinati per essere buoni pa­stori, ma questo è proprio il contrario del buon pastore, quando vengono violati bambini, quando viene violata la loro in­nocenza, e loro sono troppo giovani per ri­spondere da soli». Intanto in un comunicato rilanciato dall’a­genzia Sir la Conferenza episcopale ceca è scesa in campo per difendere Benedetto XVI dalle critiche rivoltegli dai media. «Ne­gli ultimi giorni sono aumentati gli attac­chi al Santo Padre in relazione ai casi di sa­cerdoti che hanno commesso il disgusto­so peccato dell’abuso nei confronti di bam­bini e adolescenti. Come il Papa, esecria­mo assolutamente tali peccati», ribadi­scono i vescovi unendosi «alle scuse del Santo Padre» verso le vittime. «Allo stesso tempo – proseguono – dobbiamo opporci a coloro che sfruttano questi dolorosi casi per vantaggi personali e per attaccare la Chiesa e i suoi rappresentanti. Nessuna i­stituzione nel mondo ha fatto tanto nella lotta contro il peccato e per la protezione degli innocenti, quanto la Chiesa cattoli­ca. Rifiutiamo la confusione tra colpa in­dividuale e colpa collettiva. La costante ri­petizione dei media di casi passati ha crea­to un’atmosfera di rabbia e di disprezzo verso l’intero status di sacerdoti e cattoli­ci fedeli, divenuti vittime innocenti della campagna priva di scrupoli che ha creato la fobia anti-cattolica».

L’agenzia AsiaNews da parte sua informa che l’arcivescovo di Colombo in Sri Lanka, monsignor Malcolm Ranjith, ha inviato u­na lettera a Benedetto XVI, in cui manife­sta la «comunione» e il «sostegno» di tutta l’arcidiocesi. Il prelato ha anche chiesto ai fedeli di «continuare a pregare per il pa­pa», al centro di un duro attacco dei me­dia internazionali per lo scandalo dei pre­ti pedofili. «Leggendo i media internazio­nali – ha scritto monsignor Ranjith – mi ha molto rattristato l’attacco orchestrato e malizioso portato avanti contro la Chiesa e la sua nobile figura».