Basterebbero 4 mila euro per seguire e aiutare una donna per 18 mesi durante e dopo lagravidanza, e per scongiurare che scelga di abortire a causa di difficoltà economiche. Eppure questi soldi non ci sono: ed è una situazione che incute inquietudine e disagio ai volontari del Centro per l’aiuto alla vita (Cav) della Clinica Mangiagalli di Milano, soprattutto perché dicono, “se aiutate seriamente,8-9 donne su 10 non vanno più ad abortire”. “Queste donne devono essere aiutate – spiega Paola Marozzi Bonzi, fondatrice e direttrice del Cav – perché noi non siamopiù in grado di farlo. Noi incontriamo ogni mese circa 70 donne entro il primo trimestre di gravidanza che stanno pensando di abortire, e circa tre quarti di queste hanno bisogno di aiuti anche economici, che noi non riusciamo più a dare”.

Attualmente, al Cav “abbiamo in carico circa 800 famiglie, a cui regaliamo pannolini, latte, cibo. L’anno scorso abbiamo speso 800 mila euro solo per gli aiuti economici”. Per questo Bonzi lancia un appello a Regione, Provincia e Comune perché li sostenga economicamente: “Ci vorrebbero almeno 3  milioni di euro l’anno, noi possiamo garantirne solo uno. Gli altri due dove andiamo a prenderli? Basterebbero circa 4 mila euro per ogni mamma, per seguirla in 18 mesi di aiuti, anche solo sotto formadi buoni acquisto. È assurdo che per questi 4 mila euro ci sono bambini che non nascono”.

Il Centro di aiuto alla vita ha incontrato e aiutato nel solo 2009 circa 2.200 donne. Ora si trovano nell’impossibilità di sostenere economicamente le prossime che arriveranno:”Vorremmo aiutarle – conclude Bonzi – ma stiamo male all’idea di non poterlo fare solo perchè le casse sono vuote”.