Sette sacerdoti attaccano la giunta in un documento: «Noi vediamo le difficoltà e il dolore dei ragazzi»
Tratto da Avvenire del 27 giugno 2010

Fidenza. «Deploriamo la decisione della nostra amministrazione comunale relativa all’istituzione  di un Registro delle coppie di fatto». Lo scrivono in un documento i sette parroci del vicariato di Salsomaggiore Terme, formato da una quindicina di parrocchie con 23mila abitanti, in diocesi di Fidenza e provincia di Parma. Il documento arriva in seguito alla decisione presa nei giorni scorsi in consiglio comunale, su proposta di un consigliere del Pd e approvata con otto voti a favore e quattro contrari (Pdl e Udc). «Già durante l’anno ci misuriamo con le difficoltà dei ragazzi rispetto all’erosione della famiglia tradizionale. Per i tre mesi estivi poi ne accogliamo ogni giorno negli oratori oltre 300 ragazzi – spiega il vicario foraneo e parroco di S. Vitale, monsignor Giacomo Bolzoni –: parliamo non in modo ideologico, ma perché conosciamo la realtà del territorio e le dolorose storie degli adolescenti». È soprattutto per il futuro di questi ultimi che i sacerdoti sono allarmati: «Che progetto di città hanno i nostri amministratori e di quali problemi parlano?», aggiunge monsignor Bolzoni. Il documento dei parroci si conclude riprendendo le parole del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e presidente dei vescovi dell’Emilia Romagna, che così commentò un analogo intervento della giunta regionale dello scorso 11 novembre: «Non sto giudicando le vostre intenzioni: nessuno ha questo diritto. Ma l’introduzione di queste norme, a lungo andare, avrebbe effetti devastanti sul nostro tessuto sociale. Il matrimonio e la famiglia fondata su di esso è l’istituto più importante per promuovere il bene comune della nostra Regione. Dove sono erosi, la società è maggiormente esposta alle più gravi patologie sociali» (Q. Cap. ).